Autoipnosi SADAR

Autoipnosi SADAR

Uno strumento di autoesplorazione per il terapeuta

L’autoipnosi SADAR è una pratica di cura di sé pensata per i professionisti della salute mentale. Non è una tecnica terapeutica da applicare ai pazienti — è uno strumento che il terapeuta usa su se stesso, per mantenere il contatto con le proprie parti interne, ridurre la saturazione cognitiva ed emotiva accumulata nel lavoro clinico, e approfondire la conoscenza del proprio funzionamento.

Si integra con la griglia 3-2-1 del Metodo SADAR: dove la griglia opera sul piano del ragionamento clinico esplicito, l’autoipnosi opera sul piano dell’esperienza soggettiva del terapeuta — le emozioni, le immagini, le sensazioni corporee che la seduta ha attivato e che raramente trovano spazio nella supervisione tradizionale.


Il principio di base

Il terapeuta non è una superficie neutra. Ogni seduta lascia un’impronta — fatica, attivazione emotiva, risonanze con il proprio materiale personale. Ignorare questa impronta non la elimina: la deposita nel corpo e nel pensiero, dove continua a lavorare in modo invisibile e spesso distorcente.

L’autoipnosi SADAR propone di fermarsi, creare uno spazio intenzionale di contatto con questa esperienza, e osservarla senza l’urgenza di interpretarla immediatamente. Non è meditazione in senso generico, non è rilassamento. È un atto riflessivo che usa le tecniche ipnotiche come strumento di accesso all’esperienza interna del clinico.


Il Condominio Interno

Una delle cornici simboliche dell’autoipnosi SADAR è il Condominio Interno: un’immagine guida che rappresenta le diverse parti della personalità del terapeuta come “voci” o “inquilini” di uno spazio comune. Non è una teoria delle parti in senso tecnico — è uno strumento di visualizzazione che permette di accedere a dimensioni dell’esperienza interna difficili da raggiungere con il pensiero analitico.

Ogni parte ha una funzione, una storia, un bisogno. L’obiettivo non è eliminare o silenziare le parti scomode, ma creare un dialogo interno più consapevole — che riduca le interferenze non riconosciute nel lavoro clinico.

Approfondisci il Condominio Interno


Come si usa nella pratica

L’autoipnosi SADAR si pratica dopo la seduta, nello spazio tra una sessione clinica e l’altra. Richiede 15-20 minuti. La struttura di base è:

Induzione — una discesa progressiva verso uno stato di rilassamento vigile, attraverso il respiro e la visualizzazione. Non è uno stato di trance profonda: è uno stato di attenzione rivolta verso l’interno invece che verso l’esterno.

Esplorazione — il terapeuta porta la seduta appena conclusa nella propria esperienza interna e osserva cosa emerge: immagini, sensazioni, pensieri, emozioni. Senza forzare interpretazioni. Senza scrivere ancora.

Dialogo con le parti — se emerge una voce interna dominante (irritazione, stanchezza, soddisfazione, dubbio), il terapeuta le dà spazio e la ascolta. Questa fase può rivelare material controtransferale che altrimenti rimarrebbe sommerso.

Riemersione e nota breve — il terapeuta riporta l’attenzione all’esterno e annota in poche righe ciò che è emerso. Questo materiale può poi alimentare la griglia 3-2-1 o costituire un punto di partenza per la supervisione.


Relazione con la griglia 3-2-1

L’autoipnosi e la griglia 3-2-1 non si sostituiscono — si complementano. La griglia lavora sull’ipotesi clinica esplicita del terapeuta, sottoponendola a sfida attraverso l’IA. L’autoipnosi lavora sull’esperienza soggettiva del terapeuta, che è spesso il terreno non verbale da cui nascono le ipotesi.

Un uso integrato: prima l’autoipnosi (accesso all’esperienza), poi la griglia (elaborazione dell’ipotesi clinica). Il materiale emerso dall’autoipnosi può orientare quale aspetto della seduta portare alla griglia, rendendo il processo più mirato e meno meccanico.


Può essere proposta ai pazienti?

L’autoipnosi SADAR nasce come strumento per il terapeuta. Un professionista che la conosce dall’interno — che l’ha praticata su se stesso — può valutare se e come adattarla al lavoro con i propri pazienti, in funzione dell’orientamento teorico, del contesto clinico e delle caratteristiche del singolo paziente. Non esiste un protocollo standardizzato per l’uso con i pazienti: questa scelta rimane interamente nella competenza e nel giudizio del clinico.


Formazione

L’autoipnosi SADAR si apprende meglio in contesto formativo guidato, dove è possibile sperimentarla direttamente e ricevere feedback sull’esperienza. Per informazioni sui percorsi di formazione: info@metodosasifreud.it

SADAR in pratica — Per i terapeuti

© 2025 Metodo SADAR — Sistema Autoesplorativo Dialogogico Autentico Relazionale Ideato da Sabrina Signorini · Tutti i diritti riservati Privacy Policy · info@metodosasifreud.it