Il Metodo SADAR
Cinque aree concettuali
Il Metodo SADAR si articola in cinque aree concettuali. Clicca su ciascuna per esplorarne i principi fondamentali.
Il ruolo dell’IA
Cosa fa — e cosa non fa
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Terzo Simbolico
Non interlocutore clinico, ma angolo di vista esterno. Classifica i punti ciechi del terapeuta senza diagnosticare né interpretare autonomamente.
Differenza con l’AI Patient-Facing
SADAR non interagisce con il paziente. È uno strumento esclusivamente post-seduta, rivolto alla riflessività del terapeuta.
Il protocollo 3-2-1
La struttura operativa
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1. Osservazione post-seduta
4-6 ore dopo la seduta, con l’effetto controtransferale ancora attivo ma non saturante. Prima ipotesi di lavoro dichiarata per iscritto.
2. Dialogo guidato con l’IA
Tre contro-ipotesi, due rischi clinici, un passo osservabile verificabile nella seduta successiva.
3. Re-entry clinico
Tradurre in azione minima verificabile. Restare ancorati alla realtà del paziente, non alla coerenza dell’output.
Fondamenti teorici
Le radici concettuali
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Psicoanalisi relazionale
Bion, Ogden, Winnicott. Il controtransfert come segnale, non come rumore. Capacità negativa come condizione del pensiero clinico.
Gruppoanalisi (Napolitani)
La mente come sistema plurale — gruppalità interna. Il terzo come istanza che apre quando si chiude il sistema a due.
Epistemologia (Fallibilismo)
Ogni formulazione è potenzialmente errata, non vera. La disciplina del dubbio come antidoto al bias di conferma.
Etica e limiti
I confini del metodo
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Etica come forma, non appendice
Dichiarare i limiti del sistema è parte del metodo. Lo scopo è la struttura riflessiva, non la terapia.
Quando non funziona
Uso in stati di saturazione emotiva, prompt già inclinati, over-reliance sull’output: situazioni in cui la collusione gentile è quasi inevitabile.
Collusione Gentile (rischio sottile)
Il sistema tende a ripercorrere la narrazione proposta. Antidoto: contro-ipotesi che disturbano, non domande che confermano.
Pattern e ricerca
Cosa diventa visibile nel tempo
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Pattern del terapeuta
Rileggendo i report in sequenza emergono strutture ricorrenti: quali rischi non vediamo mai, quali passi scegliamo sempre, quali contro-ipotesi non compaiono.
Ricerca di validazione
La discontinuità decisionale come metro: verifica se il modo di pensare del terapeuta muta dopo l’uso del protocollo.
Il linguaggio del prompt come dato
Il modo in cui si costruisce il prompt è già un dato clinico — rivela le cornici implicite del pensiero del terapeuta.