La webapp SADAR
Un ambiente guidato di riflessione post-seduta
La webapp SADAR è disponibile su webapp.metodosasifreud.it. Questo testo non descrive un prodotto — descrive una logica. I dettagli tecnici di qualsiasi piattaforma cambiano nel tempo; ciò che resiste sono i principi architetturali che determinano perché uno strumento è costruito in un certo modo.
La differenza tra uso libero e uso strutturato
Un terapeuta che porta un caso a un sistema generativo generico e un terapeuta che usa la webapp SADAR stanno facendo cose superficialmente simili e sostanzialmente diverse.
Nel primo caso la struttura dell’interazione è libera. Il terapeuta decide come formulare la richiesta, quali informazioni includere, come interpretare la risposta. Non c’è nessun presidio sul processo: la collusione gentile può operare a ogni passaggio senza che nulla la renda visibile.
Nel secondo caso la struttura è guidata. Il percorso 3-2-1 è incorporato nell’interfaccia. Il terapeuta non può saltare uno step, non può formulare un’interrogazione libera prima di aver completato la preparazione del caso, non può ricevere l’output senza aver dichiarato l’ipotesi iniziale. La struttura non è un’opzione: è il funzionamento del sistema.
La differenza non è nella qualità del modello linguistico sottostante. È nel fatto che uno dei due strumenti è costruito per rendere visibile ciò che l’altro lascia invisibile.
I quattro principi architetturali
Sequenzialità obbligata
Il protocollo 3-2-1 non è un suggerimento. Ogni step presuppone il precedente e non è possibile procedere senza averlo attraversato. La pressione verso la chiusura aumenta lungo il processo riflessivo — gli step finali sono quelli in cui la fatica cognitiva è massima e la tendenza a completare senza riaprire è più forte. La sequenzialità obbligata non elimina questa tendenza; rimuove la possibilità di aggirarla saltando gli step che la rivelerebbero.
Separazione tra input e output
Il terapeuta dichiara l’ipotesi iniziale per iscritto prima di ricevere l’output. Senza un riferimento fisso di ciò che il terapeuta pensava prima dell’output, la riscrittura retroattiva dell’ipotesi iniziale avviene senza lasciare tracce visibili. La dichiarazione scritta crea il contraltare necessario: un punto fisso rispetto al quale la distanza prodotta dal protocollo diventa misurabile.
Tracciabilità longitudinale
Ogni sessione viene archiviata in forma deidentificata. Il terapeuta può rileggere i report in sequenza, confrontare le contro-ipotesi nel tempo, osservare la ricorrenza dei pattern. Il pattern del terapeuta non è visibile nel singolo report: diventa visibile nella ricorrenza. La tracciabilità rende possibile ciò che senza archiviazione sistematica sarebbe impraticabile — confrontare la struttura delle contro-ipotesi formulate in dieci, venti, trenta sessioni su pazienti diversi.
Portabilità del materiale
I report sono esportabili in formato leggibile e condivisibile. Un processo riflessivo che resta chiuso nello strumento con cui è stato prodotto non può essere confrontato, discusso, messo alla prova da sguardi diversi. Il resoconto strutturato esportabile torna nei circuiti del confronto professionale — la supervisione, il gruppo di pari, la documentazione — dove può essere interrogato da chi non ha il bisogno di coerenza del terapeuta che lo ha prodotto.
Governance dei dati e responsabilità professionale
La protezione del materiale clinico è una responsabilità del professionista, non della piattaforma. La webapp non richiede dati anagrafici e archivia il materiale in forma anonimizzata; ma la valutazione su cosa inserire appartiene al terapeuta. La responsabilità sull’uso del dispositivo è analoga a quella che si assume per qualsiasi altro strumento clinico.
La webapp è conforme al GDPR, con archiviazione su server europei (Supabase, Frankfurt) e accordo di elaborazione dati con OpenAI Ireland Ltd con clausole contrattuali standard. La retention dei dati è di 24 mesi.
Il metodo resta, l’infrastruttura evolve
SADAR può essere applicato con qualsiasi sistema generativo sufficientemente capace, a condizione che il protocollo venga rispettato nella sua sequenza e nella sua logica. La webapp incorpora quella logica in un’interfaccia che rende l’applicazione più agevole e la tracciabilità automatica. Ma il metodo non coincide con la piattaforma.
La sequenzialità obbligata, la separazione tra input e output, la tracciabilità longitudinale, la portabilità del materiale: questi non sono vincoli tecnici. Sono traduzioni operative di principi epistemici. E i principi epistemici non scadono con l’aggiornamento del software.